Durante l’estate del 2025 il gruppo ha smesso di vedersi. Infatti dopo i mesi passati insieme ci siamo resi conto che la modalità dei nostri incontri non fosse più funzionale, ma non solo, ci siamo anche accorti di non sapere cosa effettivamente significasse per noi il progetto e abbiamo avuto bisogno di tempo per pensarci.
A settembre, prima dell’inizio della scuola, alcuni di noi si sono visti per confrontarsi e capire se ci fosse una modalità per vederci più efficace. In questa riunione abbiamo parlato di un'idea sorta già per l'estate, ma che non siamo riusciti ad organizzare: la settimana comunitaria. Ci siamo resi conto di aver bisogno di passare più tempo insieme, senza interruzioni per i vari incastri che ognuno ha nella vita quotidiana.
La prima settimana comunitaria l’abbiamo fatta ad ottobre ed è stato un cambio epocale per la Piccola Ruota. L’autoresponsabilità è sicuramente una delle parole chiave di questa esperienza. Infatti già per organizzarla abbiamo dovuto cercare un luogo in cui farla (che poi è diventata la casa di una delle partecipanti al progetto), come finanziare, i giorni in cui farla ecc.
Per Piccola Ruota è stato un nuovo inizio: abbiamo dovuto parlare sia dell’aspetto pratico, ma anche comportamentale e dialogico del progetto. Nulla ci veniva fornito da altri e tutto ciò di cui avevamo bisogno lo dovevamo creare noi stessi. Ciò richiedeva accordi: su cosa imparare, cosa cucinare, come organizzarci per condividere le chiavi, chi dormiva dove, come programmare le nostre attività durante la settimana, come il nostro comportamento e le nostre scelte influenzassero gli altri. Una domanda fondamentale (a cui ancora tuttoggi dobbiamo riuscire a dre una risposta) che è giunta spontanea è stata: “Dove finisce l’individuo e dove inizia la comunità?”.
Un insegnamento estremamente importante è stato rendersi conto di quanto sia necessario impegnarsi per costruire qualcosa che si vuole, perché nessun altro l'avrebbe fatto per noi se non noi stessi. Durante questa settimana comunitaria abbiamo anche deciso di organizzarne una seconda, ma non solo. Durante il tempo trascorso insieme abbiamo deciso di vederci per fare delle riunioni per continuare a parlare del progetto.
All’interno della seconda settimana comunitaria, svolta a dicembre, il gruppo ha avuto un svolta molto potente dal punto di vista relazionale. Infatti ci siamo uniti molto di più e questo ha permesso di aumentare la profondità e la sincerità del progetto. Non a caso è stato proprio in questo momento che abbiamo fatto due riunioni cruciali per il progetto. La prima è si è estesa per tutto il giorno, partendo dalla colazione, fino alla cena durante la preparazione degli gnocchi fatti da noi. Sono stati trattati molteplici temi come la fiamma interiore che ci muove o l’importanza del sostegno, ma è anche avvenuta una discussione alquanto accesa, grazie alla quale abbiamo capito anche la diversità di ogni punto di vista, Nella seconda ognuno di noi esponeva cosa fosse per lui Piccola Ruota. Abbiamo visto che c'era una differenza tra chi voleva costruire una scuola e chi vedeva Piccola Ruota più come un luogo solo di incontro pomeridiano. Questo è stato cruciale per il progetto perché alcuni di noi hanno capito per la prima volta quale fosse l'intenzione di fondo del nostro stare insieme.
Da queste conversazioni è nato il sogno e l’intenzione di trovare un nostro spazio fisico, cercando potenziali sedi per Piccola Ruota e valutando i finanziamenti necessari per un simile passo.
A dicembre abbiamo anche deciso di iniziare a vederci ogni giovedì per mantenere la forza del progetto.